La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni.

Questo vecchio detto bisognerebbe ricordarlo al nostro ministro Maroni a proposito di prendere le impronte digitali ai bambini Rom. Volendo credere alla sua buona fede, naturalmente. Sta di fatto che se questo provvedimento venisse attuato si ritornerebbe di colpo ai tempo in cui gli ebrei dovevano portare una stella gialla sul petto. Con buona pace di quanti invocano continuamente il diritto alla privacy. Che va bene per tutti tranne per alcuni.

D’altra parte la Lega ha sempre cavalcato il senso comune, chiamiamolo così. Ed è un fatto che i Rom sotto casa non li vuole nessuno. Se li schediamo almeno li teniamo sottocontrollo, controlliamo meglio il diverso. Da qui a decidere di schedare gli ospiti dei Cpt quanto ci vorrà?

L’illusione del controllo non porta mai buoni frutti. E comunque è un fatto che la polemica e l’indignazione si sentono solo sui giornali, quasi come se fosse un dovere indignarsi non perchè ci si crede veramente.

In realtà per tutti le cose importanti sono che l’Italia è stata eliminata dagli europei e che Lippi torna in nazionale. Al secondo posto viene la preoccupazione per il lavoro e i conti di casa. Per tutto il resto l’indifferenza regna sovrana.